Centro Ottico Fiorentino - Strumentazione, esperienza, tecnologia al servizio della visione - Ottica e occhiali, lenti a contatto, ortocheratologia Firenze
 
CHERATOCONO
 

Cheratoglobo degenerazione pellucida marginale

Sono anomalie della cornea che causano un progressivo calo della visione.

Il cheratocono nel nostro Paese è diffuso in tutto il territorio, in particolare in SARDEGNA e SICILIA ha una incidenza percentuale maggiore: circa il 3% della popolazione.


Inizialmente si può correggere con occhiali ma è consigliabile utilizzare lenti a contatto prima possibile. Le lenti consentono di migliorare nettamente l'acuità visiva e si ritiene abbiano un effetto di "contenimento" e di rallentamento delle modifiche corneali. Al Centro Ottico Fiorentino applichiamo lenti a contatto per cheratocono da più di 30 anni utilizzando un ampio set di prova di più case costruttrici e ricorrendo alle lenti progettate al computer con l'ausilio del topografo corneale.

Lenti a contatto adatte a cornee con cheratocono sono: rigide gas-permeabili ad alta ed altissima permeabilità con geometrie specifiche e diametri adeguati da molto piccoli a molto grandi come le SCLERALI, lenti ibride come le JANUS e le nuove SynergEyes che presentano la zona centrale rigida e la parte periferica morbida, lenti morbide spessorate al centro.

Una applicazione particolare sul cono è in PIGGYBACK: una morbida appoggiata sulla cornea e una rigida gas-permeabile appoggiata sulla morbida. Dalla morbida otteniamo un buon comfort e un miglior centraggio, dalla rigida un risultato visivo ottimale, impossibile con una morbida anche se spessorata.




PDFApplicazioni su cornee irregolari

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La cornea affetta da cheratocono è delicata e spesso soggetta a modifiche nel tempo. Per questo è necessario che le lenti siano applicate con grande cura e precisione scegliendo le più adatte tra le molte possibili ed è poi particolarmente importante effettuare i controlli periodici.

Questi controlli sono finalizzati ad accertare la continua idoneità e integrità delle lenti oltre allo stato della cornea e alle sue eventuali variazioni topografiche. Sarà premura del Centro avvisare il portatore quando fare il controllo e informarlo qualora si rendessero disponibili nuove lenti che per geometrie e materiali potrebbero essere migliori per i suoi occhi.


Domande e Risposte su Lenti a contatto e cheratocono

Il cheratocono è un problema visivo non frequente e poco conosciuto che riguarda maschi e femmine, giovani e meno giovani. Nella maggioranza dei casi solo l'uso di lenti a contatto permette una visione soddisfacente.

Che cos'è il cheratocono?

E' una alterazione della cornea che si modifica prendendo una forma che ricorda un cono. Generalmente, ma non in tutti i casi, tende a cambiare nel tempo causando una diminuzione della capacità visiva. Le cause non sono del tutto chiarite ma si ritiene che la componente genetica sia importante.

Come ci si accorge di avere il cheratocono?

Conviene fare degli accertamenti se:

- si sa di avere parenti stretti che hanno il cheratocono. - con occhiali , pur in presenza di occhi sani, non si raggiungono i dieci decimi al controllo della vista. - si sa di essere astigmatici e si inizia a vedere male con l'occhiale che prima andava bene: può essere il cono che si modifica. - in visione da lontano non si ha nitidezza - di notte ancora peggio- e la visione prolungata da vicino procura affaticamento e a volte mal di testa: le cause possono essere molte, anche un cono iniziale.

Da chi si va per questi accertamenti?

Un controllo preliminare è possibile presso il Centro Ottico Fiorentino: una mappa corneale permetterà di verificare lo stato della cornea e in presenza di anomalie invieremo la persona dal medico oculista per una visita specialistica e per l'eventuale nulla osta all'uso di lenti a contatto.

Non basterà un occhiale correttivo?

In presenza di un cono iniziale o di un cono fermo alla fase iniziale può essere possibile ottenere una buona visione anche con un occhiale; in tutti gli altri casi i buoni risultati si ottengono con l'uso di lenti a contatto che, livellando per cosi dire le irregolarità corneali, consentono il miglior risultato visivo possibile.

Quali lenti a contatto sono indicate?

Le cornee con cono sono diversissime tra loro, si può dire che ogni cono è differente dall'altro; ci sono poi differenze di sensibilità da persona a persona. Per questo le varie case costruttrici mettono attualmente a disposizione dell'applicatore una gran quantità di lenti: gas permeabili con geometrie d'appoggio molto diversificate e passaggio d'ossigeno anche elevatissimo, morbide spessorate, lenti ibride come le Janus che sono gas permeabili al centro e morbide in periferia. Sono inoltre possibili applicazioni ibride ( piggyback ): una lente morbida sulla cornea e una gas permeabile sulla morbida. Le soluzioni ibride si utilizzano quando è necessario migliorare confort e centratura delle lenti..

Da chi andare per l'applicazione delle lenti?

L'applicazione di lenti a contatto su cornee affette da cheratocono è un lavoro complesso e delicato che richiede esperienza, tempo e un adeguato investimento economico per la strumentazione e per una quantità di set di lenti di prova con le quali verificare, provandole sulla cornea, quale meglio si adatta al singolo occhio. L'applicatore deve poi essere in grado di istruire correttamente il portatore sulla manutenzione e sull'uso delle lenti anche in relazione a ciò che risulta dai controlli periodici. Se si tiene conto di tutto questo il numero di applicatori che possono svolgere bene questo compito è limitato.

Una volta acquistate le lenti cosa si deve fare?

Bisogna eseguire presso l'applicatore i controlli programmati ed eventualmente sostituire quelle lenti che dopo i primi giorni d'uso si rivelassero migliorabili. Una volta a regime si eseguirà un controllo delle lenti e dell'occhio almeno ogni sei mesi e una topografia corneale ogni dodici mesi per verificare la stabilità o meno del cono. Dal medico oculista si andrà per una visita periodica nei tempi da lui prescritti, in genere semestrali o annuali.

Se il cono si modifica?

Le lenti invecchiano e si deteriorano con l'uso. Si sostituiscono in tempi diversi a seconda del tipo, al massimo dopo due anni. Se ci sono stati cambiamenti del cono si approfitta della sostituzione per modificare i parametri della lente adattandoli alla nuova topografia corneale. Raramente si rende necessario sostituire una lente dopo pochi mesi a causa di una rapida variazione del cono.

A lungo andare cosa può succedere?

La gran parte dei cheratoconi rimane sotto controllo e correggibile con lenti a contatto per decenni, perché le variazioni sono modeste e avvengono lentamente a distanza di anni. In altri casi il cono diventa molto pronunciato e la cornea si assottiglia molto, oppure l'uso delle lenti - di tutte le lenti possibili - diventa poco confortevole o non consente una visione accettabile. In questi casi il medico oculista consiglierà il trapianto della cornea.

Il trapianto della cornea consentirà poi di vedere bene?

Per esperienza si può dire che una buona visione non si ottiene spesso senza ausilio o con occhiali. Più frequentemente è necessario utilizzare ancora lenti a contatto perché il trapianto lascia irregolarità corneale. Le lenti adatte al cono sono totalmente diverse da quelle utilizzate per le cornee trapiantate: diametro piccolo, curve strette al centro e larghe in periferia per le prime; di gran diametro, curve piatte al centro e strette in periferia per le seconde. Anche su cornee trapiantate l'utilizzo di set di lenti di prova permetterà una corretta applicazione, buona correzione visiva e buon confort.

Se l'intervento è stato diverso dal trapianto?

Ci sono casi nei quali il cono è stato trattato con il laser, altri con l'inserimento di uno o due anelli intrastromali ( intacs ). Se dopo questi interventi il cono si modifica ancora dovremo sempre ricorrere alle lenti a contatto per migliorare la visione. Il cono si può anche manifestare dopo un intervento di chirurgia rifrattiva, magari dopo anni, e richiedere sempre l'uso di lenti per ottenere una buona visione. A questo proposito l'F.D.A. statunitense e il buonsenso sconsigliano interventi di chirurgia rifrattiva a parenti stretti di persone con cheratocono.

In conclusione cosa possiamo dire a chi ha un cheratocono?

Quello che tanti portatori ci dicono: meno male che sono state inventate le lenti a contatto!


Crosslinking corneale

Il CCL è una nuova metodica mini-invasiva per migliorare la stabilità biomeccanica e biochimica della cornea per la prima volta sperimentata a Dresda e poi a Zurigo da Spoerl e Seiler.

E' utilizzato per il trattamento conservativo del cheratocono. Il suo meccanismo di azione è quello di andare a creare nuovi legami chimici tra le fibre collagene provocando un aumento della rigidità e resistenza corneale tramite la fotopolimerizzazione del collagene, andando a mimare quello che accade fisiologicamente con l'avanzare dell'età o in alcune situazioni patologiche come il diabete.

La metodica consiste nel praticare una disepitelizzazione manuale della cornea di 6-8 mm, poi instillare una soluzione di Riboflavina allo 0,1 % in 20 % di Destrano ogni 3 minuti per 30 minuti ed andare ad irradiare con raggi UV per 30 minuti (365nm, 3mW/cm2). Il paziente dovrà poi portare una lente a contatto morbida per 5 giorni.

Questa è una tecnica innovativa e sicura ma non può essere utilizzata per tutti i malati di cheratocono in quanto ha dei limiti che ne indicano i criteri di inclusione.

I pazienti che possono essere sottoposti al cross linking devono avere una pachimetria (spessore corneale) superiore ai 400 micron, devono avere un'età compresa tra i 16 e i 38 anni, devono avere un cheratocono allo stadio 1 o 2, aver subito un peggioramento clinico e strumentale negli ultimi 6-12 mesi.

La tecnica non presenta rischi o effetti collaterali, si è dimostrata quindi come sicura ed efficace, gli effetti degli ultravioletti non arrivano a danneggiare né il cristallino né la retina.

Attualmente le indicazioni sono il cheratocono e alcune cheratoectasie.

Come già detto il cross linking non "guarisce" dal cheratocono, ma stabilizza l'avanzamento della malattia. Il trattamento ha una durata di circa 2 anni dopo di che può essere ripetuto.

Brochure Cross Linking Corneale

E' possibile prenotare una visita per ambulatorio "Cornea" del Giovedì mattina presso la Clinica Oculistica Ospedale di Careggi a Firenze per valutare l'opportunità di tale terapia.

Telefonare allo 055 4379883 dalle 8 alle 12, dal lunedì al venerdì.

Centro Ottico Fiorentino - Palazzo Pucci - Via dei Pucci 4/r - Firenze - Tel. 055 282794 - info@centrootticofiorentino.it