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Lenti a contatto sclerali

Trovare lenti a contatto che permettono una buona visione e garantiscono un comfort soddisfacente in occhi affetti da cheratocono non è semplice ne scontato. Spesso dopo lunghe prove con lenti morbide o lenti RGP(rigide gas permeabili) ad appoggio corneale il comfort o la qualità visiva scarseggiano.

Come valida alternativa esistono le lenti a contatto sclerali. Queste lenti a contatto sono in materiale RGP ad alto passaggio di ossigeno di dimensioni più grandi rispetto alle RGP corneali.

Il loro diametro varia da 12,50 a 23,00 mm ,in base alle esigenze, e si appoggiano in parte o totalmente sulla sclera.

Le lenti a contatto sclerali sono particolarmente indicate per la correzione di cornee irregolari tra le quali possiamo evidenziare quelle con cheratocono, cheratoglobo, degenerazione marginale pellucida, post chirurgia refrattiva e post trapianto corneale.

Grazie all’evoluzione tecnologica degli ultimi 10-15 anni con la creazione di materiali con un elevatissima permeabilità all’ossigeno e torni elettronici ad elevatissima precisione, le lenti sclerali sono divenute un importante opportunità per i soggetti affetti da cheratocono e non solo.

Di seguito le principali indicazioni all’uso di lenti sclerali.

Miglioramento della visione

Le lenti sclerali hanno, come indicazione principale, la correzione refrattiva di cornee irregolari. Tra le cornee irregolari possiamo evidenziare quelle con ectasie (cheratocono, cheratoglobo e degenerazione marginale pellucida o PMD) e quelle con ectasie post-chirurgia refrattiva ( LASIK, LASEK, PRK,RK e traumi).

Sono indicate anche per cornee con elevati astigmatismi, con astigmatismi post-traumatici o cicatrici significative successive a traumi o a infezioni corneali (Herpes simplex in primis ).

Nella maggior parte dei casi dopo un trapianto corneale serve una lente a contatto (spesso sclerale) per ripristinare al meglio la visione.

Anche le degenerazioni o distrofie corneali, come la degenerazione marginale Terrien e la degenerazione nodulare di Salzmann, sono indicazioni all’utilizzo di lenti sclerali. In certi casi, le lenti sclerali possono essere usate per incorporare prismi orizzontali o a base alta per la loro stabilità , ciò non è possibile con lenti RGP a causa della rotazione della lac.

CASE REPORT Applicazione di lac sclerale per miglioramento della visione post trauma

Il paziente è stato operato nel 1983 a seguito di un incidente in barca, ha portato lac morbide protesiche con visione al di sotto di 0,5/10 fino al 2013. L’applicazione della lac sclerale permette al paziente una AV di 10/10.

Illustrazione 1: fluo frontale SCL su trauma
Illustrazione 2: sezione SCL su trauma
Illustrazione 3: topografia trauma

Protezione Corneale

Le lenti sclerali sono una valida soluzione anche per la protezione corneale in occhi con malattie della superficie oculare che presentano vantaggi dal mantenimento di un serbatoio lacrimale dietro la lente e occhi con cheratite espositiva. Come ad esempio la sindrome di Sjögren,la sindrome di Steven Johnson, la malattia del trapianto contro l’ospite,malattie corneali neurotrofiche e cheratocongiuntivite atopica. In casi di apertura palpebrale incompleta, come nel coloboma palpebrale, esoftalmo, ectropion, paralisi dei nervi e dopo la chirurgia della retrazione palpebrale.

Anche in caso di trichiasi ed entropion le lenti sclerali risultano efficaci nel proteggere la superficie oculare. In caso di simblefaron, una lente sclerale è utile per mantenere il fornice, per esempio dopo ustioni chimiche. Le lenti sclerali sono applicate anche per la somministrazione di farmaci sulla superficie del segmento anteriore.

Le lenti sclerali garantiscono anche una protezione superiore rispetto ad altri tipi di lenti per la rottura della lente applicata e per il recupero della lente senza compromessi per la superficie oculare (Rute J.Macedo de Araùjo et al, 2018).

Estetica/Sport

Lenti sclerali colorate possono essere utilizzate per scopi cosmetici (ad esempio con atrofia del bulbo) e per ridurre l’abbagliamento nell’aniridia e nell’albinismo, oltre che per motivi estetici in casi di ptosi.

Possono essere utili per chi pratica sport acquatici o attività sportive dinamiche o che comunque comportano l’esposizione ad ambienti polverosi. Sono spesso utilizzate nel cinema per creare effetti speciali sull’occhio.

Miglior tollerabilità

Le lenti sclerali in molti casi rappresentano la soluzione principale per pazienti con ectasie o astigmatismi elevati che non riescono a ben tollerare lac RGP. Con le lenti sclerali molti pazienti riescono e a indossarle per diverse ore al giorno e ad avere una buona correzione (se non ottima).

Tra i casi presi in considerazione per questo studio 9 pazienti non utilizzavano nessun tipo di lac per scarso comfort o scarsa visione.

CASE REPORT Applicazione di lac sclerali con maggior tollerabilità rispetto a lac RGP.

Il paziente ha indossato fino al 2015 lac RGP in OO, con tollerabilità massima di 3 ore di porto in OO con AV OD 3 lettere dei 2/10 (0,64) OS 2 lettere dei 2/10 (0,68),In seguito con l’applicazione di lac sclerali in OO riferisce 12 ore di porto (con sosta dopo 6 ore) con AV OD 4/10 (0,30) OS 3 lettere dei 5/10 (0,26).

Illustrazione 4: RGP su cheratocono severo OD
Illustrazione 5: sezione SCL su cheratocono severo OD
Illustrazione 6: RGP su cheratocono severo OS 7
Illustrazione 7: SCL su cheratocono severo OS

Altri usi

L’utilizzo delle lenti sclerali è segnalato come utile anche in casi in cui si vuole far tornare la cornea alla sua condizione preapplicativa dopo l’uso di lac in PMMA, ortok e in casi in cui sia stata modificata la topografia (volutamente o meno).

Ectasie corneali, Lenti Sclerali o chirurgia?

Le ectasie corneali sono una delle principali indicazioni per le applicazioni di lenti sclerali allo scopo di ripristinare la visione.

Nel 2010 la National Keratoconus Foundation negli USA ha stimato che circa il 15-20% dei pazienti con cheratocono sono sottoposti a trattamento chirurgico. La cheratoplastica è il principale tipo di intervento con il tasso di sopravvivenza dei trapianti corneali del 74% dopo cinque anni, il 64% dopo 10 anni, il 27% dopo 20 anni ed è ridotto al 2% dopo 30 anni (Borderie 2009). Nelle cheratoplastiche lamellari i problemi di rigetto diminuiscono ma il risultato visivo continua a non essere ottimale (Jedlicka 2010a).

Anche quando l’intervento va a buon fine nella maggior parte dei casi i pazienti hanno ancora bisogno di una lac per avere una buona visione (per le irregolarità e gli astigmatismi corneali). Questo si verifica anche dopo un cross-linking corneale (tecnica recente per contrastare la progressione del cheratocono) perché la topografia non può essere riportata a valori basali.

Studi anche non recenti (Smiddy et al, 1988) hanno rilevato alte percentuali di pazienti sottoposti ad una cheratoplastica che però sarebbero potuti essere gestiti positivamente con l’applicazione di lenti a contatto senza bisogno di intervenire chirurgicamente.

Inoltre uno studio pubblicato nel gennaio 2018 su “American Journaul of Ophthalmology” dimostra che l'indicazione per cheratoplastica viene più che dimezzata nei casi di cheratocono severo attraverso l’uso di lenti sclerali (Koppen et al, 2018).

In uno studio del Collaborative Longitudinal Evaluation of Keratoconus (CLEK) negli Stati Uniti, su 1.209 pazienti affetti da cheratocono sono stati osservati per otto anni in vari siti. I risultati dello studio dimostrano che la formazione delle cicatrici nel cheratocono può portare a una perdita di sensibilità al contrasto che può creare un problema di visione oltre ad un aumento delle aberrazioni di ordine superiore, prevalentemente coma verticale, che può ulteriormente determinare una riduzione della sensibilità al contrasto. Per ridurre la probabilità che si formino cicatrici è consigliabile evitare pressioni sull’apice della cornea con le lenti a contatto (specialmente in cheratoconi centrali).

Per questo i professionisti della visione devono valutare tutte le tipologie di lenti a contatto disponibili, sclerali incluse ovviamente, prima di consigliare ad un paziente un intervento chirurgico.

CASE REPORT Applicazione di lac sclerale post cheratotomia arciforme

La paziente ha effettuato una cheratotomia arciforme in OS nel 1995, fino al 2012 utilizzava lac RGP con scarso comfort e Av di 5/10. Dal 2012 porta lac sclerale con ottimi risultati di comfort e Av di 10/10. La paziente è costantemente seguita dal medico oculista e dal contattologo.

Illustrazione 8: sezione SCL su cheratotomia arciforme
Illustrazione 9: fluo frontale su cheratotomia
Illustrazione 10: fluo frontate senza lac cheratotomia arciforme

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